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Performance

Cifre al 30 giugno 2020

A seguito della diffusione globale del coronavirus e delle conseguenti restrizioni per contenere la pandemia, nel secondo trimestre dell’anno le economie mondiali hanno temporaneamente toccato il fondo. Un esempio eclatante è stato fornito dal prezzo del petrolio che, dopo essere stato addirittura negativo per una fase molto breve, ha registrato una lieve ripresa. Nella seconda metà del trimestre, i prezzi degli asset sono stati sostenuti principalmente da un’emissione di moneta senza precedenti da parte delle banche centrali. Il clima sui mercati finanziari si è notevolmente rasserenato in seguito al costante miglioramento dei dati macroeconomici.

Questa tendenza al rialzo è stata seguita anche dai mercati azionari, che sono riusciti ad allontanarsi dai loro minimi. Gli scarti tra i singoli indici azionari sono tuttavia stati enormi (da -18 % a +12 % da inizio gennaio): mentre molti hanno mantenuto una performance negativa, alcuni titoli tecnologici hanno raggiunto nuovi massimi nello stesso arco di tempo.

Neanche i titoli a interesse fisso sono stati risparmiati dalla crisi: l’incertezza generale si è tradotta in una correlazione di convergenza attraverso tutte le categorie d’investimento. In alcuni casi gli investitori hanno venduto le obbligazioni per generare liquidità e la domanda è riaumentata solo in un secondo tempo. Questo meccanismo è stato illustrato dagli spread delle obbligazioni societarie che, dopo un primo ampliamento verso la fine del secondo trimestre, hanno ricominciato a ridursi in modo significativo grazie alla tranquillità infusa negli investitori dalle misure di politica monetaria e fiscale.

La conclusione degli interventi di stabilizzazione operati dalla banca centrale statunitense ed europea è stata tuttavia accompagnata non solo da una maggiore stabilità sui mercati finanziari, ma anche da un certo nervosismo diffusosi alla fine del trimestre, nonché dalle conseguenti critiche alle banche centrali a causa dei livelli storicamente elevati dei loro bilanci.

A livello di portafoglio globale, il rendimento del secondo trimestre è stato pari a -2,16 %, ossia 0,01 punti percentuali al di sotto del benchmark. Questo risultato è stato dovuto soprattutto alle azioni. In termini assoluti, le obbligazioni, gli investimenti alternativi e quelli immobiliari hanno invece dato un contributo positivo.

Grado di copertura stimato

Il grado di copertura provvisorio identificato per l’anno d’esercizio in corso è un valore indicativo calcolato in maniera approssimativa. A tal fine si opera un confronto tra il patrimonio disponibile alla data di riferimento in cui viene effettuato il calcolo infrannuale e il registrato al passivo attualizzato in maniera lineare (capitali di risparmio degli assicurati attivi e riserva matematica dei beneficiari di rendite con relativa remunerazione). Ai fini del calcolo approssimativo non vengono prese in considerazione le mutazioni nell’effettivo degli assicurati.

L’aggiornamento della performance al 30 settembre 2020, comprensivo del grado di copertura provvisorio, seguirà a fine ottobre 2020.

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