| Dati al 31.12.2011
Il 2011 è stato segnato dalla montagna di debiti degli Stati europei e dalla crisi dell'euro. I politici si sono incontrati a innumerevoli vertici, senza tuttavia giungere a una soluzione. Ancora una volta le banche centrali sono state protagoniste acquistando i titoli di Stato dei Paesi in difficoltà per contenere gli interessi. Ne è conseguita una massiccia immissione di valuta che ha provocato un crollo degli interessi, scesi a livelli record.
Questa situazione ha messo anche nostra la Banca nazionale in una posizione estremamente difficile. Il successo della Svizzera rappresenta al contempo un rischio, poiché per gli investitori stranieri il franco è diventato una valuta rifugio. La nostra valuta è andata viepiù rafforzandosi, mentre rispetto all'inizio del 2011 euro e dollaro americano hanno perso rispettivamente fino al 20% e al 25% del loro valore. Solo l'intervento a inizio di settembre della Banca nazionale che ha fissato il corso del cambio minimo con l'euro ha calmato i mercati, riportando le valute straniere ai livelli dell'anno precedente.
La buona performance della CP Posta nel 2011 è dovuta in particolare al fatto che, nel contesto di cui sopra, si è optato per la qualità. L'oro, le obbligazioni di prima scelta in franchi svizzeri, i titoli di Stato tedeschi e, a sorpresa, anche quelli americani hanno riacquistato valore. Da tempo la CP Posta dispone di riserve d'oro per far fronte alle crisi e le obbligazioni sono scelte in base alla loro qualità; ciò ha permesso di compensare ampiamente il rendimento perlopiù negativo delle azioni e di ottenere un eccellente risultato complessivo pari all'1.92%. Dato il permanere della situazione incerta, la CP Posta mantiene una strategie prudente.
|